IN CONTEMPLAZIONE  |  Comunicato stampa

Sculture di Lai, Ricciardi, Bentivoglio, Carroli, Campesan, Montessori, Bernardoni

Dal 18 giugno 2016
LABORATORIO EIDOS
Corte del Strologo – San Marcuola 2047 – VENEZIA

In Contemplazione

Maria Lai, Ciò che non so, libro unico
A Venezia ero allieva di Arturo Martini: apparteneva a una generazione che non dava spazio alle donne nell’arte. Mi ha accolta come un fastidio. Non mi permetteva mai di parlare diceva che non potevo capire. Per fortuna io avevo una specie di allegria interna perciò la cosa non mi feriva, anzi ero contenta di essere poco visibile e di poter osservare tutto quasi di nascosto. Era anche vero che non capivo niente, però immagazzinavo e assimilavo lentamente ciò che diceva; l’ho capito più tardi, quando già ero lontana. Martini ci ha insegnato che l’arte chiede una scelta di vita prima che una scelta di mestiere. Quando parlava della donna Martini diceva che il suo compito era preparare l’ordito del telaio, ma il tessitore è l’uomo. Oppure diceva che la donna è terra, l’uomo è albero e i frutti li da l’albero anche se assorbe dalla terra. (da una conversazione di Maria Lai con Carla Vasio nel 2002 per la mostra Il colore della misoginia).

Cloti Ricciardi, Venere, scultura
Questo è il canceletto di Corte del Strologo, un rettangolo di ferro tenuto insieme da
pochi quadrelli anche di ferro nel quale sono stati inseriti quelli che Cloti Ricciardi chiama fili anomici: tondini di alluminio che da terra si alzano al cielo, ma qui siamo a Venezia e si sa che sotto poca terra c’è l’acqua, quindi i fili escono dall’acqua. Tra filo e filo sono stati inseriti dei cocci trovati in laguna da Bepi Surian. Anche i cocci escono dalle acque.. anche Venere esce dalle acque.. ed ecco il titolo dell’opera: “Venere”.

Mirella Bentivoglio, Un albero di pagine, libro d’arte
Se tutte le cose diventassero verdi ancora gli uomini le chiamerebbero: alberi. E’ la frase che troviamo nella prima pagina di “Contemplazioni” di Martini, ed è anche l’unica comunicazione semantica contenuta in questo piccolo ma tanto grande libro di cui non esiste una prova di analoga precorritrice intuizione. A scriverne per prima fu proprio Mirella Bentivoglio della quale si propone una scultura dal titolo “Addio agli alberi” ma anche un libro d’artista che si intitola “Un albero di pagine”.

Mirta Carroli, Io al centro “1”
“ Carroli cerca l’equilibrio nel pieno e nel vuoto tagliando nel ferro volumi concavi e convessi. Le sculture nascono dal vuoto, sono forme forgiate col fuoco legate a significati primordiali, comuni al sentire di tutti gli uomini, in una ostinata ricerca antropologica dell’origine e dell’archetipo. Così il dato ancestrale, riproposto attraverso le tecniche e le riflessioni estetiche dell’arte  contemporanea, viene lanciato verso una nuova vitalità.

Sara Campesan, SPI. FE. RO.
La scultura è la prima spirale di Sara Campesan realizzata in lamine di ferro rotanti; da qui il titolo.
Dice Maria Gimbutas “la spirale è un simbolo dinamico, stimolatore del processo del divenire, muovendosi verso il basso o in cerchio simboleggia il tempo ciclico. La pulsione della vita reclama un flusso senza fine di energia vitale per poter continuare a svolgersi”.

Elisa Montessori, Omaggio a Venezia
tra le tante tecniche a cui la nostra ha affidato il suo “alacre fare d’artista”: pittura, acquarello, collage, libro d’artista, ceramica, fotografia, incisione, pastello, etc etc etc, vi è anche il mosaico. Ed ecco che volendo omaggiare Venezia non lo poteva fare che con un mosaico piccolo ma prezioso come la città che ci accoglie.

Pinuccia Bernardoni, Cammei
” Cammei “, è il fascino del grande nell’infinitamente piccolo a muovere la lirica di questo momento di lavoro, dove il soggetto ” foglia “, trova una nuova ragione nel sovrapporsi di nuovi concetti e nell’incandescenza cromatica in un materiale che tramuta dalla durezza alla morbidezza per poi tornare alla durezza di una forma altra e complessa. Ogni impronta è raccolta nella pagina bianca di un libro, che diventando luogo, raccoglie nella sua grammatura il grumo rosso della ceralacca.

 

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